L'amore immaginato
"Ho giustiziato il giorno,
decapitato il sole
per togliermi di torno
raggiri di parole
ho silenziato il vento
ho imbavagliato il mare
adesso vedo e sento
adesso puoi parlare."
Non c'è nessuno intorno
e allora il tagliagole
nel buio disadorno
ascolta quel che vuole
e se non è contento
di quel che ha da inventare
scompiglia il firmamento
sprofonda il cielo in mare.
"Incendio i manoscritti,
le lettere, l'inchiostro
lasciando agli sconfitti
la bibbia e il padre vostro
e quel che è stato è stato
incenerisco posta,
email che ho conservato
le brucio senza sosta"
Continua coi delitti
bestemmia, pare un mostro,
rapace fra i relitti
rovista con il rostro
l'amore immaginato,
forgiato a bella posta,
se viene interrogato
però non dà risposta.
Sfinito, forse vinto,
tradisce lo sconforto
sentendosi respinto
si accascia come un morto
non sente più le braccia
gli tremano le dita
di lei non trova traccia
non sa dov'è finita.
"Se il vero sembra finto
e non mi sono accorto
del velo che ho dipinto
adesso ho il fiato corto:
la preda in questa caccia
inutile è fuggita
e scelgo tra la faccia
e il perdere la vita."
Si sa che l'uomo saggio
non teme certo smacchi
né adopera il coraggio
in folli, astrusi attacchi:
il sacrificio, infatti,
almeno fu evitato,
lo chiusero fra i matti
in quanto innamorato.
Oliato l'ingranaggio
con farmaci bislacchi
adesso il suo paesaggio
è un mondo visto a scacchi
non scender mai a patti
è eroico, sì, da un lato,
dall'altro mostra i tratti
di un vivere malato.




