DA ALTROVE (scritti, peraltro, per altri)
Il Trionfo
Risuonino le strade di oricalco,
d'eburneo argento splenda, quale luce,
la lorica corazza, e marci il duce
nell'Urbe in festa, e celebri quel palco
eretto a piedistallo per il falco
rapace d'ori e schiavi, che conduce
a noi, con ghigno fosco e sguardo truce,
durezza di diamante sopra il talco.
Sapranno quei bastioni e quelle mura
resistere all'assedio del più forte
fra gli avvesari, e incutergli paura?
Potrà quell'uomo vincere la sorte
che attende noi umani, per natura,
o l'ultimo trionfo è per la Morte?
Le Lavandaie
Molte attività col senno di poi
sembrano umilianti, ma chi lavava
forse si riterrebbe meno schiava
di certe nostre femmine che noi
riteniamo emancipate: tu puoi
dire se una programmatrice java
a ottocento euro è felice, o stava
meglio a lavandare i panni dei suoi
come le antenate, o se quelle nonne
ambissero a un passato da cubiste
per sentirsi così davvero donne?
Non so se fosse meglio allora o adesso
né in assoluto cosa sia più triste
di fraintendere il senso del progresso.


